I nostri compensi



I diritti dell'Assistito 

L’avvocato è tenuto:

  1. alla trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri e i rischi ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico; 
  2. a richiesta è altresì tenuto a comunicare in forma scritta il preventivo di massima, distinguendo fra compenso professionale, spese, anche forfetarie, e altri oneri (si veda infra).
  3. a  non  consigliare azioni inutilmente gravose. (Ad esempio in un'azione di recupero crediti bisogna contemperare il costo e l'utilità della procedura in vista di un possibile risultato che va valutato in anticipo, verificando quali possono essere i beni aggredibili del debitore). 
  4. a continuare ad informare il suo assistito anche durante il corso del rapporto professionale, aggiornandolo man mano sull'andamento della pratica e sugli sviluppi prevedibili.

Primo incontro e preventivo

E' possibile contattare via mail o telefonicamente lo studio per chiedere un primo incontro, sempre gratuito.

Valuteremo insieme l' attività di assistenza, giudiziale o stragiudiziale, necessaria e forniremo un preventivo di massima.


L'accordo tra Avvocato e Assistito 

Le tariffe professionali sono state abolite, come le voci "diritti" e "onorari".

Il compenso è lasciato in prima battuta all'accordo fra cliente ed avvocato, ed  è quindi possibile ora  tenere conto dei risultati raggiunti e del grado di soddisfazione del cliente.

La pattuizione dei compensi è libera e può essere:

  • a tempo
  • in misura forfettaria
  • rapportata a uno o più affari
  • proporzionata ai tempi, alle fasi, o all’intera attività
  • a percentuale sul valore dell’affare
Il ricorso ai nuovi parametri forensi (vedi voce successiva) viene fatto solo quando l'accordo non viene trovato.

I nuovi sistemi di tariffazione 

Come visto sopra l'attuale sistema è imperniato sul principio della libera determinazione del compenso che, in prima battuta, è lasciato all'accordo tra cliente ed avvocato.

Se l'accordo non viene trovato, e quando a liquidare l'importo dovuto sia il giudice al termine di un procedimento, si fa ora ricorso ai parametri, secondo quanto previsto dal Decreto del ministro della Giustizia 10.3.2014, n.55, di cui si riportano in calce, a titolo di esempio, alcune delle tabelle.

I parametri considerano in maniera sintetica le fasi di una procedura e non più le singole attività dell'avvocato.

Il valore medio di ogni fase viene innanzitutto predeterminato in base al valore della causa e/o dell'affare nel caso di consulenza stragiudiziale.

Tale importo potrà poi essere aumentato o diminuito in base alla natura, complessità del caso, l'urgenza della prestazione ...

Al compenso vero e proprio, concordato o determinato secondo i parametri vanno poi aggiunte le spese fisse.


Le spese fisse 

Nel caso l'incarico conferito all'avvocato preveda l'accesso a cancellerie, Tribunali, uffici giudizari ed in generale preveda azioni giudiziali bisognerà prevedere degli esborsi 

come ad es.

  • il Contributo Unificato, la tassa per l'accesso alla giustizia che va pagata allo Stato ed è proporzionale al valore della causa
  • le imposte di bollo e registro, di iscrizione e trascrizione, 
  • il costo delle notifiche, 
  • i diritti degli Ufficiali Giudiziari per le esecuzioni,
  • i diritti di cancelleria per copie semplici o autentiche di provvedimenti giudiziali

Queste spese in genere sono fatte dal l'avvocato in nome e per conto del cliente, e devono essere debitamente documentate. 

L'avvocato non è tenuto ad anticipare nulla per conto del cliente, che dovrebbe pagare direttamente le imposte inerenti alla sua pratica. Con clienti conosciuti e che godono di sua fiducia, l'avvocato spesso paga di tasca propria queste voci, che in parcella/fattura verranno evidenziate come anticipazioni di cui si chiede il rimborso.

E' evidente che tali spese esulano dal compenso dell'avvocato ed in nessun modo quest'ultimo può ridurle o evitarle quando dovute.


Quando paga lo Stato 

Tutti i non abbienti, siano essi cittadini o stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale hanno la possibilità di essere rappresentati in giudizio da un avvocato, che sarà pagato dallo Stato, a condizione che la  pretesa che si intende far valere  non risulti manifestamente infondata. Il giudizio può essere di nuova introduzione o già pendente.

REQUISITI OGGETTIVI:

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a € 11.369,24.
Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.
Eccezione: si tiene conto del solo reddito personale in alcuni particolari casi, come nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (es. si tiene conto del solo reddito personale di ciascun coniuge se oggetto del procedimento è una separazione o un divorzio). 

Si allega per opportuno riferimento il modello di richiesta di gratuito patrocinio in uso presso il Tribunale di Monza in modo da permettere la comprensione di quali sono la documentazione ed i requisiti necessari, precisando che esso è pressoché uguale in tutti i fori.

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La parcella Fattura e profili fiscali  

Da cosa è composta la parcella o notula o proforma ?

  • COMPENSO (concordato o in base ai parametri) Si chiama così dopo l'abolizione delle tariffe, che distinguevano in diritti  ed onorari.
  • RIMBORSO FORFETTARIO DI SPESE.   Il DECRETO MINISTERIALE N. 55/2014 ha stabilito che detto rimborso sia di regola il 15% della somma spettante a titolo di compenso. Va assoggettato a contributo Cassa Forense ed IVA, esattamente come i compensi.
  • SPESE ESENTI O ANTICIPAZIONI  Si tratta per lo più di esborsi per il pagamento del Contributo Unificato (la tassa per l'accesso alla giustizia che va pagata allo Stato), per imposte di bollo e registro, per imposte di iscrizione e trascrizione, per il costo delle notifiche, diritti di cancelleria  ex art 15/3 legge IVA, le anticipazioni debitamente documentate sono escluse dalla base imponibile IVA. Nemmeno il rimborso forfettario e il contributo Cassa Forense gravano su questa voce.
  • SPESE NON ESENTI Sono le spese sostenute per l'assolvimento dell'incarico, che non abbiano i requisiti per essere considerate anticipazioni (fotocopie e stampe, spese postali, spese di trasporto e trasferta, etc). Sono soggette ad IVA e contributo Cassa Forense. Queste sono le spese relative al singolo incarico svolto e non vanno confuse con il  rimborso forfettario di cui sopra, che copre parte dei costi generali dello studio e non imputabili alla singola pratica.
  • Contributo Integrativo Previdenza Avvocati è pari al 4%, che va calcolato su compensi e spese imponibili. Tale importo diviene a sua volta imponibile IVA sempre per disposizione di legge. L'avvocato incassa questa percentuale ma deve riversarla integralmente alla Cassa previdenziale.
  • l'I.V.A. al 22% (aumentata dal 1 ottobre 2013 ex l.98/2011). Si applica su tutte le voci di cui sopra, esclusi i soli rimborsi di  "anticipazioni" ex art 15 legge IVA.

esempio

con compenso pari a € 100,00 spese non esenti € 5,00  spese esenti € 10,00

Onorari € 100,00

Spese generali ex art. 13 ( 15% su onorari ) € 15,00

Spese non esenti

€ 5,00

Cassa Avvocati ( 4% ) € 4,80

Totale Imponibile € 124,80

IVA 22% su Imponibile € 27,46

Spese esenti/anticipazioni 

 ex art. 15 DPR 633/72 € 10,00

Totale € 162,26

Se il cliente è soggetto a ritenuta d'acconto (in pratica, tutti i titolari di partita IVA), ci saranno anche queste due ulteriori righe:

A dedurre ritenuta d'acconto 20% (su compenso 

e spese) € 24,00

Netto a pagare  € 138,26

La fattura verrà emessa - normalmente - solo successivamente al pagamento.

DETRAIBILITA' SPESE LEGALI 

Le imprese ed i professionisti per cui la prestazione dell'avvocato è inerente alla produzione del reddito di impresa/lavoro autonomo possono detrarre  l'IVA  ed il costo della fattura come le altre spese relative alla produzione/professione, secondo il regime fiscale loro proprio. Così ad esempio per l'attività di recupero credito.

Purtroppo il cliente privato non può giovarsi in alcun modo di qualsivoglia meccanismo di detrazione delle spese legali, se pur necessarie.


Per le Aziende

In caso di necessità di assistenza continuativa, come accade in particolar modo per le imprese, è possibile predeterminare un compenso a forfait. 

Il compenso potrà essere periodico (mensile, annuale ... ) oppure riferirsi a un periodo determinato in cui si richiedono frequenti consulenze, anche telefoniche.

E' anche possibile concordare tariffe particolari, con costi il più possibile contenuti, in caso di recupero crediti seriale. Per qualsiasi chiarimento, gratuito e senza impegno, siamo a disposizione.