L'E-MAIL TRADIZIONALE FA PIENA PROVA IN GIUDIZIO?

Cassazione Civile, sentenza 8/3/2018 n. 5523

Non vi sono dubbi sul fatto che la corrispondenza elettronica certificata o sottoscritta con firma digitale garantisca l'identificabilità dell'autore, la sua integrità ed immodificabilità e come tale fa piena prova in giudizio.

La Cassazione citata ha invece ritenuto illegittimo il licenziamento di un dirigente basato su elementi probatori scaturenti dalla sua corrispondenza elettronica in quanto, nel caso di specie, vi era "una possibilità astratta di alterazione " e quindi il dubbio che i messaggi incriminati non fossero sicuramente a lui riferibili.

Questo a conferma del principio che l'e-mail tradizionale è di volta in volta liberamente valutabile da parte del giudice in relazione alle sue caratteristiche oggettive.



LA FIRMA DELLA BUSTA PAGA DA PARTE DEL LAVORATORE RENDE LA RETRIBUZIONE INCONTESTABILE?

Trib. Bari, sentenza n. 1427/2015 e C. di Cassazione sentenza n. 991/2016

Ai sensi degli art. 1 e 3 L. n. 4/1953, sta al datore di lavoro l'onere di provvedere alla consegna ai lavoratori dei prospetti contenenti gli elementi concernenti la retribuzione.

Questi, pur se sottoscritti dal dipendente con la formula "per ricevuta", non possiedono valore probatorio sufficiente, a favore della parte datoriale, circa l'effettiva corresponsione della retribuzione.

Saranno, dunque, necessari ulteriori prove, in caso di contestazione, che ciò dimostrino e, analogamente, per quanto concerne la corrispondenza tra quanto dichiarato nei prospetti e quanto in concreto percepito. Invece, nel caso in cui la firma del dipendente sia preceduta dalla formula "per quietanza", essa avrà il medesimo valore di una ricevuta di pagamento.



EFFETTIVITA' DELLA FORMAZIONE NEL RAPPORTO DI APPRENDISTATO
Corte di Appello di Salerno, sentenza n. 853 del 16.3.2016

In tema di apprendistato professionalizzante, occorre garantire l’effettività della formazione, che deve essere impartita, in una misura congrua e non inferiore ad un ben determinato monte orario, nell’ambito di un percorso delineato al momento della sottoscrizione del contratto e mediante l’ausilio o, meglio, la supervisione di una figura (denominata tutor o, nell’ultima previsione, referente aziendale) in possesso di adeguate cognizioni tecnico–pratiche e deve altresì risultare dal libretto formativo individuale: in particolare, l'affidamento all'apprendista, in via temporanea e provvisoria, di mansioni in parte diverse da quelle dedotte in contratto concretizza un inadempimento del datore di lavoro che non invalida il contratto medesimo, sicché ne resta esclusa la conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.



IL DIVORZIO BREVE E' LEGGE 

Con il sì definitivo della Camera il divorzio breve è legge. Non saranno, dunque, più necessari tre anni per mettere fine al proprio matrimonio. 
LE NOVITÀ:
TEMPI - Ci vorranno solo 6 mesi per dirsi addio per quelle coppie che chiederanno consensualmente il divorzio e servirà 1 anno per chi “litiga” divorziando e si rivolge al giudice, ciò indipendentemente dalla presenza o meno di figli. 
COMUNIONE DEI BENI - Novità, poi, sulla comunione dei beni che si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Ora l'ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all'ufficiale di stato civile ai fini dell'annotazione dello scioglimento della comunione. APPLICAZIONE - Immediata: il divorzio breve sarà operativo anche per i procedimenti in corso.



NEL LAVORO PUBBLICO ANCORA IN VIGORE IL VECCHIO ART .18

Sentenza Cassazione Sez. Lavoro 9.6.2016 n. 11868 

La vicenda prende le mosse dal procedimento disciplinare avviato nei confronti di un dipendente ministeriale che portava alla risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa senza preavviso. Il lavoratore contestava l’addebito e invocava la tutela reintegratoria prevista dall’art. 18, come modificato dalla legge Fornero, muovendo dall’applicabilità al rapporto di pubblico impiego contrattualizzato della riforma (applicabilità affermata anche dai giudici di merito).I giudici di legittimità hanno pronunciato il seguente principio di diritto: “Ai rapporti di lavoro disciplinati dall’art. 2, D.Lgs. n. 165/2001, non si applicano le modifiche apportate dalla L. n. 92/2012 all’art. 18, L. n. 300/1970 per cui la tutela del dipendente pubblico in caso di licenziamento illegittimo intimato in data successiva all’entrata in vigore della richiamata L. n. 92/2012 resta quella prevista dall’art. 18, L. n. 300/1970 nel testo antecedente alla riforma”.


LEGITTIME E PIENAMENTE UTILIZZABILI NEL PROCESSO PENALE LE VIDEORIPRESE ESTERNE ALL'ABITAZIONE EFFETTUATE DA PRIVATI

Cassazione penale, sez. II, sentenza 27/05/2015 n°22093

"Sono legittime e pienamente utilizzabili senza alcuna autorizzazione dell'autorità giudiziaria le videoriprese, eseguite da privati, mediante telecamera esterna installata sulla loro proprietà, che consentono di captare ciò che accade nell'ingresso, nel cortile e sui balconi del domicilio di terzi, i quali, rispetto alle azioni che ivi si compiono, non possono vantare alcuna pretesa al rispetto della riservatezza, trattandosi di luoghi, che, pur essendo di privata dimora, sono liberamente visibili dall'esterno, senza ricorrere a particolari accorgimenti". Tale distinzione operata dalla sentenza in commento si pone in continuità con le precedenti pronunce con cui la Corte, in casi analoghi, ritenne non sussistere alcuna intrusione nella privata dimora o nell'altrui domicilio, e di conseguenza neppure le ragioni di tutela del diritto alla riservatezza o alla privacy.



UNA LEGGE NAZIONALE PER LA CURA E L'ASSISTENZA DELLE PERSONE COLPITE DA AUTISMO

Finalmente della sindrome dello spettro autistico si occupa una legge nazionale, la n. 134 del 18 agosto 2015, di cui si allega il testo. La legge si compone di sei articoli, con valore per di più programmatico e di affermazione di principio, ma rappresenta in ogni caso un notevole passo, compiuto dall'ordinamento, nell'ambito della diagnosi e cura della patologia, in ausilio sia ai soggetti colpiti che alle famiglie che le assistono. La patologia è stata inserita nei cd. Lea (livelli essenziali di assistenza) e le Regioni si dovranno far carico delle prestazioni relative alla diagnosi precoce, alla cura e al trattamento individualizzato, impiegando metodologie e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche.



PADRE REGISTRA LE TELEFONATE TRA LA MADRE E I FIGLI MINORI A LUI AFFIDATI

è reato
Cassazione penale , sez. V, sentenza 03.10.2014 n° 41192

Il diritto/dovere di vigilare sulle comunicazioni del minore da parte del genitore non giustifica indiscriminatamente qualsiasi illecita intrusione nella sfera di riservatezza del primo (espressamente riconosciutagli dall’art. 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dallo Stato italiano con legge 27 maggio 1991, n. 176), ma solo quelle interferenze che siano determinate da una effettiva necessità, da valutare secondo le concrete circostanze del caso e comunque nell’ottica della tutela dell’interesse preminente del minore e non già di quello del genitore



A SEGUITO DI MORTE DA INCIDENTE STRADALE

anche la fidanzata del convivente può chiedere il risarcimento danni
Cassazione penale , sez. IV, sentenza 10.11.2014 n° 4635

La sentenza  ha riconosciuto la risarcibilità del danno non patrimoniale anche alla fidanzata della vittima dell'incidente stradale prescindendo così dall'esistenza di rapporti di parentela giuridicamente rilevanti o dalla mera convivenza. Bisogna sempre tenere presente tuttavia che, se l'ingiustizia che va risarcita è la lesione della situazione sentimentale in quanto tale, va pur sempre provata  la comunanza di vita e di affetti ed il saldo e duraturo legame affettivo tra la richiedente e il defunto, quantunque non connotato da coabitazione.



IL CONSUMO DI GRUPPO DI DROGHE LEGGERE PREVEDE SOLO SANZIONE AMMINISTRATIVA

Cassazione penale, sez. III,  sentenza 09.01.2015 n° 532, 

Il c.d. consumo di gruppo di sostanze stupefacenti (c.d. droghe leggere), sia nell'ipotesi di acquisto congiunto delle sostanze, che in quella di incarico ad uno dei consumatori all'acquisto per il gruppo, non è penalmente rilevante, ma integra l'illecito amministrativo sanzionato dall'art. 75, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, a condizione che:

a) l'acquirente sia uno degli assuntori; 

b) l'acquisto avvenga sin dall'inizio per conto degli altri componenti del gruppo; 

c) sia certa sin dall'inizio l'identità dei componenti del gruppo e la loro manifesta volontà di procurarsi la sostanza per mezzo di uno dei compartecipi, contribuendo anche finanziariamente all'acquisto.

Si ribadisce cioé che la non punibilità riguarda solo i casi in cui la sostanza non è destinata a terzi, ma all'utilizzo personale degli appartenenti al gruppo che la codetengono.

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IL REATO DEL TRASPORTO DI RIFIUTI NON AUTORIZZATO:

è reato

Cassazione penale , sez. III, sentenza 20.11.2014  n°48015
L'attività di gestione di rifiuti non autorizzata configura reato senza che siano necessari requisiti di stabilità. La condotta contestata  nel caso in questione è quella di aver effettuato, in mancanza di idonea autorizzazione, attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti non pericolosi. L'imputato infatti era stato sorpreso durante il trasporto di 30 sacchi di spazzatura solida urbana di grandi e medie dimensioni, cartoni e plastica provenienti dalle abitazioni del condominio nel quale aveva la residenza. L'imputato era stato condannato sia in primo grado che in appello ed anche la corte di cassazione ha confermato che è sufficiente un unico e solo trasporto abusivo.



GUIDA IN STATO DI EBBREZZA 

il reato ricade anche su chi conduce la bicicletta

Cassazione penale, sez. IV, sentenza 02.02.2015 n° 4893

Il conducente di una bicicletta in condizioni di ebbrezza alcolica può oggettivamente compromettere il regolare e sicuro andamento della circolazione stradale e, pertanto, il suo comportamento può costituire un effettivo pericolo all'integrità degli utenti della strada. Conseguentemente, secondo quanto emerge dalla sentenza in commento che consolida costante orientamento, la disciplina penalistica della guida in stato di ebbrezza può essere estesa alla conduzione di veicoli non motorizzati, come la bicicletta,  rivestendo un ruolo decisivo la concreta idoneità del mezzo usato a compromettere la sicurezza della circolazione.



BURQUA in PUBBLICO

non viola la Convenzione sui diritti umani

Corte Europea Diritti dell'Uomo , sentenza 01.07.2014 n° 43835/11Il divieto generale imposto dalla legge francese dell’11 ottobre 2010 di proibire l’uso del burqua ossia la copertura integrale del viso nei luoghi pubblici, rientra nei poteri dello Stato per garantire le condizioni affinché le persone possano “vivere insieme” nella loro diversità. La Corte Edu ritiene “accettabile” che uno Stato attribuisca particolare importanza all'interazione tra individui, che può essere negativamente influenzata dal fatto che alcuni di essi nascondano i loro volti nei luoghi pubblici.